Mutuo prima casa

By | 12 aprile , 2017

Giovani coppie che decidono di andare a vivere insieme e famiglie che hanno necessità di un appartamento più grande, sono soltanto alcune delle persone che possono trovarsi a valutare l’esigenza di richiedere un mutuo prima casa. Quali sono i passi da seguire per trovare la soluzione migliore? Innanzitutto è sempre bene richiedere consulenze a più banche ed istituti finanziari, poiché è possibile che le condizioni varino anche notevolmente dall’una all’altra.

Sul web vi sono siti specifici che offrono consulenza per aiutare a trovare la proposta migliore di mutuo prima casa, confrontando i preventivi di diverse banche, Uno dei siti maggiormente utilizzati per questa ricerca è mutuionline.it e maggiori info trovi anche su prestiti e mutui inpdap sul sito guida-mutui.it

Una volta individuata la banca che offre le condizioni migliori potrete procedere alla stipula del contratto. Le banche solitamente arrivano ad offrire fino all’80% dl valore di mercato dell’immobile, anche se alcuni istituti propongono finanziamenti che coprono l’intero valore. In questo caso si parla di mutui 100%, che però vengono proposti a tassi e condizioni leggermente maggiori rispetto a quelli tradizionali. In entrambi i casi la banca iscriverà un’ipoteca sull’immobile, a garanzia della restituzione del capitale erogato. Oltre a questo richiederà al contraente una serie di documenti che attestino la sua solvibilità.

La documentazione da produrre è solitamente limitata ad una dichiarazione del datore di lavoro che attesti l’anzianità di servizio (nel caso di lavoratore dipendente) oppure un estratto della Camera di Commercio (in caso di lavoratore autonomo). Sia lavoratori dipendenti che autonomi dovranno poi produrre alla banca anche la copia dell’ultima dichiarazione dei redditi, che permetterà a quest’ultima di effettuare in confronto rata/reddito.

Per poter dare parere favorevole alla concessione del prestito infatti, occorre che la rata di mutuo, sommata ad altri eventuali finanziamenti già in corso, non superi il 30% del reddito percepito dal richiedente. A questi documenti vanno ad aggiungersi i certificati anagrafici, la copia del contratto di acquisto dell’immobile (o il compromesso se l’atto non è ancora stato stipulato), con allegata planimetria. Generalmente l’intestatario o gli intestatari del contratto di mutuo prima casa sono gli stessi che compaiono sul rogito di acquisto dell’immobile. A questo proposito occorre prestare molta attenzione.

Il soggetto che compare sul contratto di mutuo ed i familiari che risultano a carico di quest’ultimo, saranno anche coloro che potranno beneficiare delle detrazioni fiscali concesse sulle quote di interessi passivi effettivamente sostenute. In sede di dichiarazione dei redditi infatti, potrete recuperare il 19% degli interessi passivi, oneri ed accessori sostenuti per l’acquisto della prima casa fino ad un massimo di €. 4.000.

Per poter usufruire della detrazione occorre però che il contratto di mutuo prima casa venga stipulato entro un anno da quello di acquisto e che l’immobile venga adibito ad abitazione principale entro un anno dal rogito. Il rimborso delle detrazioni spettanti verrà calcolato attraverso la diminuzione delle imposte dovute sul reddito (fino a totale capienza delle ritenute fiscali subite nell’anno) in sede di dichiarazione dei redditi, ed il rimborso avverrà attraverso il datore di lavoro o l’ente pensionistico in caso di Modello 730, attraverso accredito bancario in caso di presentazione Modello UNICO. Occorre ricordare che, in caso di assenza di ritenute fiscali, il soggetto intestatario del contratto di mutuo prima casa non potrà ottenere alcun rimborso.

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